Claudio De Rosa dott. in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica

Interventi al seno

MASTOPLASTICA RIDUTTIVA
È un intervento che serve a ridurre il volume delle mammelle.
Il problema del seno troppo grande colpisce più spesso le ragazze in età adolescenziale, creando gravi disagi soprattutto di tipo psicologico. È frequente vedere queste ragazze che giungono a visita imbarazzate e riluttanti di farsi visitare per la vergogna di mostrare il seno. Al di la del problema estetico esiste quasi sempre anche un aspetto funzionale legato al peso eccessivo delle mammelle. Questo infatti grava sulla colonna vertebrale provocando alterazioni della normale postura con tendenza ad un aumento della cifosi dorsale (cioè della fisiologica curvatura in avanti che la colonna presenta in condizioni normali). Queste alterazioni a lungo andare possono provocare danni permanenti sulla colonna stessa.
Tuttavia il problema del seno troppo grande non colpisce soltanto le adolescenti, può capitare che donne che hanno sempre avuto un seno abbondante ma comunque nei limiti della normalità, con l’avanzare dell’età, in particolare andando in menopausa, vadano incontro ad un aumento di volume abnorme del seno. In questi casi è solitamente la componente adiposa che aumenta tuttavia il risultato è comunque lo stesso, con la comparsa dei soliti fastidi e conseguenze funzionali.

Come si esegue
La mastoplastica riduttiva è un intervento importante che deve essere eseguito in anestesia generale.
È necessario un ricovero di almeno un giorno, raramente due. Non è un intervento doloroso e le pazienti stanno subito bene e vengono dimesse senza particolari bendaggi ma con un reggiseno elastico che sia ben contenitivo.

Intervento
Esistono numerose tecniche per effettuare una mastoplasica riduttiva. La scelta dipende dal volume mammario, dalla conformazione del seno e dai gusti del chirurgo. Alla fine il risultato è sempre lo stesso. Qualunque tecnica venga utilizzata, si deve comunque rispettare l’anatomia e la funzionalità della mammella, in particolare la sensibilità del capezzolo e la possibilità di allattare (questo ovviamente per le pazienti più giovani).
È necessario eseguire un disegno preoperatorio molto accurato con il quale si stabilisce anche la quantità di tessuto mammario da asportare. Si può arrivare a togliere fin’oltre il 50% del volume e quindi anche del peso delle mammelle. Quindi vengono fatte le incisioni che sono posizionate una intorno all’areola, una nel solco sottomammario ed una vericale, dall’areola al solco. Attraverso queste incisioni si asporta la necessaria quantità di tessuto, si fa risalire l’areola e si chiudono le ferite con suture molto sottili per ottenere le migliori cicatrici possibili. Vengono sempre applicati dei drenaggi in aspirazione che vengono tolti la mattina successiva.

Decorso postoperatorio
Il giorno successivo viene fatta la medicazione, con rimozione dei drenaggi e applicazione del reggiseno elastico. La paziente viene quindi dimessa con la prescrizione di farmaci antibiotici e antidolorifici, da usare al bisogno. Una seconda medicazione viene fatta dopo circa una settimana e una terza ed ultima dopo circa 10-12 giorni dall’intervento per la rimozione completa dei punti di sutura. Il reggiseno elastico deve essere portato per circa 3 settimane e dopo tale periodo la paziente potrà inziare a fare tutti i movimenti e le normali attività, compresa l’attività sportiva.

Rischi e complicazioni
La mastoplasica riduttiva in passato era considerato un intervento piuttosto impegnativo per le pazienti. Infatti vi era spesso una perdita di sangue intraoperatoria piuttosto importante e non era infrequente dover ricorrere a delle trasfusioni, o programmare un’autotrasfusione da fare circa un mese prima dell’intervento.
Oggi col miglioramento delle tecniche sia chirurgiche che anestesiologiche, questi eventi sono entrati nella storia e l’intervento è diventato di routine e senza più nessun rischio per le pazienti.
L’unico rischio è rappresentato dalla qualità delle cicatrici, che soprattutto nelle pazienti più giovani possono andare incontro ad una ipertrofia, e quindi risultare molto visibili. Tuttavia anche in questi casi col passare del tempo vanno incontro ad un miglioramento spontaneo importante. Gli altri rischi possibili sono di tipo estetico con asimmetrie residue o malposizioni del complesso areola-capezzolo. Ma questi dipendono soltanto dalle capacità e dall’esperienza del chirurgo.

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Gigantomastia con severa ptosi post gravidica - prima
Gigantomastia con severa ptosi post gravidica - dopo

Gigantomastia con severa ptosi post gravidica in giovane paziente.

Gigantomastia di grado estremo - prima
Gigantomastia di grado estremo - dopo

Gigantomastia di grado estremo. Eseguita mastoplastica riduttiva a peduncolo inferiore. Asportati complessivamente 2500g. di tessuto mammario.

Gigantomastia di grado estremo - prima
Gigantomastia di grado estremo - dopo

Situazione analoga al caso precedente. Asportati 2000g. di tessuto.

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